La ricetta dei pancake americani originale

La colazione della domenica è uno dei pasti più importanti del week end, per cui si possono preparare delizie dolci ma anche piatti salati; 

Ingredienti per 4 persone: 200 ml di latte, 50 g di zucchero semolato, 2 uova, 30 g di burro, 150 g di farina 00, 1 bustina di lievito, 1 pizzico di sale.

Preparazione:

Lasciate fondere il burro a fuoco lento e separate i tuorli dagli albumi mettendo da parte quest’ultimi; mescolate i tuorli e il burro fuso con il latte aiutandovi con una frusta; setacciate la farina con il lievito e il pizzico di sale, ed unitelo al composto di latte e uova prestando attenzione che non si formino grumi.

Montate gli albumi a neve ben ferma ed incorporateli con l’impasto mescolando dal basso verso alto di modo che non si smontino, dovrete ottenere un composto piuttosto cremoso.

Ungete leggermente una padellina antiaderente e versateci un mestolino di impasto al centro e, compiendo un movimento circolare con il dorso del mestolo, date al composto una forma circolare. Lasciate cuocere circa 2 minuti e poi girate la frittella di modo che possa cuocersi da entrambi i lati.

Quando il primo pancake sarà cotto, proseguite con lo stesso procedimento fino ad esaurimento dell’impasto preparando tutti i pancake che riuscite.

Servite i pancake guarnendoli a piacimento con dello sciroppo d’acero o della marmellata, oppure con della panna montata o della frutta fresca.

Fonduta al cioccolato

La fonduta al cioccolato è un dolce che armonizza al meglio il connubio tra frutta e cioccolato.

Può essere servita con della frutta fresca tagliata a fettine come dolce, oppure può essere l’afrodisiaca e sensuale portata finale di una cenetta romantica.
La sua fusione e la sua degustazione avviene, solitamente, in un’apposita casseruola detta caquelon.

Il connubio tra cioccolato e frutta è sublimato al meglio anche nella classica torta cioccolato e pere. Noi diMezzokilo vi proponiamo anche un altro classico di questo accostamento: il banana split, dessert a base di banana e gelato con decorazioni di cioccolato.

Ingredienti:

  • 250 g di cioccolato da fondere;
  • 125 ml di panna acida;
  • 30 ml di rum
  • 500g di frutta fresca (mele, pere, banane, fragole, ananas);
  • una bacca di vaniglia.

Preparazione:

  • Fondere in una casseruola il cioccolato a fuoco lento aggiungendo, mentre fonde, anche la panna acida e i grani di una bacca di vaniglia.
  • Spostare la casseruola al centro del tavolo e tagliare la frutta fresca a pezzetti, servendola nei piatti degli ospiti.

Gravidanza e allattamento: aiuto dall’erboristeria

E’ necessaria la massima cautelanell’uso di sostanze medicinali, che possono essere potenzialmente nocive. Questo principio è valido anche per lafitoterapia, la branca della farmacologia che studia l’impiego terapeutico delle piante officinali.

Dobbiamo però ricordare che l’utilizzo delle piante come rimedio naturale contro le malattie risale a tempi antichissimi, quando l’uomo non aveva altri presìdi per affrontare i vari malanni che potevano affliggerlo; ritengo quindi che le piante medicinali che l’uso popolare ha convalidato nel tempo, abbiano subito una sorta di sperimentazione empirica attuata per secoli.

Oggi, la scienza ha confermato la presenza nelle piante officinali di principi attivi medicinali: la moderna farmacologia li ha spesso isolati, utilizzandoli per sintetizzare molecole per creare nuovi farmaci.
E’ da rimarcare che nelle piante medicinali i principi attivi sono costituiti da una combinazione molto complessa di sostanze che, oltre ad esplicare effetti terapeutici in maniera forse più lenta, ma sicuramente più delicata, rispetto ai farmaci, limitano e attenuano gli eventuali effetti negativi: i rischi della fitoterapia, se attuata correttamente, sono quindi generalmente inferiori a quelli delle molecole di sintesi, che sono molto più concentrate e aggressive e provocano spesso effetti collaterali, talvolta anche gravi. Vale comunque sempre il principio che in gravidanza, prima di utilizzare qualunque sostanza, è opportunoconsultare il medico o un fitoterapeuta qualificato.

La stessa cautela vale naturalmente durante l’allattamento al seno, poiché molti composti possono passare nel latte materno e venire così indirettamente somministrati al neonato; è opportuno anche evitare di somministrare farmaci o fitoterapici ai bambini sotto i due anni di età, se non prescritti dal pediatra.

Torta estiva

Ingredienti:

– 250 g di biscotti secchi integrali senza zucchero (oppure 250 g di corn flakes integrali
– 1 cucchiaino di cannella in polvere
– 80 g di burro
– 20 g di miele
– 80 g di zucchero
– 1 arancia
– 500 g di ricotta fresca magra
– 2 uova
– 1 bustina di vanillina
– frutta fresca di stagione a scelta

Preparazione:

La prima cosa da fare sarà ridurre in polvere i biscotti o i corn flakes. Quindi unire il burro fatto fondere, la cannella, un cucchiaio di scorza di arancia grattugiata ed il miele. Mescolare bene tutti gli ingredienti fino a quando si saranno ben amalgamanti. Prendere uno stampo da forno da 20 centimetri e foderarlo con carta da forno. Quindi distribuire sul fondo l’impasto preparato precedentemente. Nel fare questa operazione, schiacciare molto bene avendo l’accortezza di premere con forza l’impasto affinché si compatti bene.

Portare il forno alla temperatura di 180°.
Nel frattempo sbattere i tuorli delle uova con lo zucchero, e la vanillina.
Aggiungere quindi la ricotta, tre cucchiai di succo d’arancia e due cucchiai di scorza grattugiata.
Montare a neve gli albumi e quando saranno ben fermi aggiungerli al composto. Versare quindi la crema ottenuta sul base messa nello stampo.
Infornare per 40 minuti a 180°.
Trascorso il tempo togliere il dolce dal forno e lasciarlo raffreddare. Successivamente mettere la cheese cake in frigorifero per almeno dodici ore.
Prendere quindi della frutta fresca, preferibilmente fragole o ciliege , pulirla e lavarla con cura. Quindi tagliarla a fettine sottili e metterla in un piatto bagnandola con del succo di limone.
Prendere quindi la torta e decorarla con le fettine di frutta disponendole a raggiera. Rimetterla di nuovo in frigorifero per circa un’ora.

Yogurt da sfogliare

L’estate si avvicina e così anche l’incubo della prova costume. Che si abbiano realmente o meno dei chili di troppo, ora l’imperativo per tutti è mangiare sano e leggero, se non per correre ai ripari, almeno per quella sorte di promessa da inizio stagione che invita a ripensare il proprio stile di vita.
Tagliare le calorie non significa tagliare anche il gusto. Lo dimostra “Yogurt”, ultimo nato in casa Guido Tommasi, pratico libro illustrato firmato da Esterelle Payany dedicato a questo alimento, proposto da solo e pure come ingredienti di piatti più o meno complessi. Dolce o salato, fatto con la yogurtiera o meno, lo yogurt si mostra così in tutte le sue forme e sfumature.
Si va da quello fatto con la pentola a pressione a quello fatto al forno, dallo yogurt alla greca, più denso, a quello ad albicocca e lavanda, da pesca e liquerizia a menta e pinoli caramellati, senza dimenticare gli yogurt Melba e Banana Split.
Chi ama il salato non resisterà a quello carote e spezie o pomodoro e basilico. Tra ricette e segreti per prepararle al meglio, si chiude con un due pagine di informazioni sull’alimento e piccoli trucchi.

Dieta del gelato: dimagrire con gusto. Esempio di un menù dietetico

L’estate freme ad arrivare e con essa anche la nostra voglia di una linea impeccabile che spesso però vorremmo raggiungere senza troppe rinunce.
Per raggiungere dei buoni risultati però le rinunce ci sono e come, e di conseguenza è bene mettersi l’anima in pace a fare i sacrifici richiesti.

Alimento immancabile durante il periodo estivo è proprio il gelato, ricco di elementi nutrienti come proteine, zuccheri semplici e grassi, e una buona dose di fosforo e calcio. Questo regime dietetico è veramente speciale perchè può essere facilemnet seguito dai golosi,a i quali permette di tornare in forma perfetta mangiando appunto del gustoso gelato sciolto, preferibilmente artigianale.

L’importanza del gelato in estate
Una buona notizia però è quella che tra i tanti dolci a cui dobbiamo per forza rinunciare, il gelato al contrario può diventare un vero “alleato della dieta”.
Sono anni che si parla dei componenti nutrienti del gelato, difatti questo contiene proteine, zuccheri semplici e grassi, una buona dose di fosforo e calcio, il tutto in maniera totalmente equilibrata e che non compromette la dieta ma anzi che può essere integrato per completare un pasto leggero.
In sostanza quindi il gelato a crema è molto nutriente e contiene “energia” pronta all’uso.

Frutta o creme?
E’ senza dubbio preferibile consumare gelati a frutta e possibilmente artigianali. Si stima che un cono gelato a frutta, con due gusti, contenga circa 120 kcal mentre uno a crema e cioccolato 188.
Se stiamo dunque seguendo una dieta da 1300 calorie il gelato può essere messo come spuntino a metà mattina o metà pomeriggio, alternando i gusti a crema e quelli alla frutta.

Ovviamente prima di prendere iniziative è bene rivolgersi ad un nutrizionista in modo da equilibrare i pasti così da poterci permettere anche un bel gelato per spuntino, anche perché come suddetto il gelato è un alimento molto nutriente e se non viene abbinato bene potrebbe compromettere i nostri sforzi.
Sicuramente includere il gelato nella dieta può essere un incentivo in più a seguirla costantemente, specialmente per chi non riesce a rinunciare totalmente ai dolci. Così facendo possiamo psicologicamente non sentire forti restrizioni e comunque includere un alimento dolce e buono che ci aiuta a raggiungere quotidianamente un alto grado di soddisfazione psicologica.

Caratteristiche dieta del gelato
Solitamente questa dieta, che fornisce 1200-1300 calorie circa al giorno, prevede l’assunzione di un gelato diverso, tra quelli presenti in commercio, da consumare in qualsiasi momento della giornata. Ogni tipologia di gelato ha un proprio valore nutrizionale, da tenere in considerazione per assicurare la giusta dose di proteine, grassi e zuccheri giornaliere.

Di seguito è illustrato un esempio di menù dieta del gelato che deve essere seguito per soli sette giorni e che vi permetterà di recuperare il vostro peso ideale.

Primo Giorno
Colazione: 125 g di yogurt magro, 4 biscotti integrali
Pranzo: gelato fior di latte, 200 g di fragole
Cena: 80 g dirisotto con verdure (zucchine, peperoni, melanzane), 130 g di carpaccio di manzo con sedano, insalata di pomodori (condita con 2 cucchiaini di olio)

Secondo Giorno
Colazione: un bicchiere di thè al limone, 100 g di crostata alla frutta
Pranzo: gelato alla frutta, 200 g di frutta fresca
Cena: 80 g di pasta tonno e ricotta, insalata di pomodori, una fetta di pane integrale

Terzo Giorno
Colazione: 150 g latte p. s., 2 fette biscottate integrali con un velo di marmellata
Pranzo: gelato allo yogurt, 200 gr di frutta fresca
Cena: 70 g di pasta fredda (preparata con carote, tonno, 1 uovo sodo, rucola, 1 cucchiaino d’olio), una fetta di pane integrale

Quarto Giorno
Colazione: un bicchiere di succo di frutta, 5 biscotti secchi
Pranzo: gelato misto di creme
Cena: 70 g di pasta al pomodoro fresco e basilico, una fetta di salmone alla griglia, insalata mista, una fettadi pane integrale

Quinto Giorno
Colazione: un bicchiere di spremuta di pompelmo, 2 fette biscottate integrali con 2 cucchiaini di miele
Pranzo: gelato alla frutta, 200 g di frutta fresca
Cena: insalata di polipo (condita con 2 cucchiaini di olio,carote, sedano e succo di limone), insalata, una fetta di pane integrale

Sesto Giorno
Colazione: 125 g di yogurt bianco, 30 g di cereali
Pranzo: gelato affogato al cioccolato
Cena: 70 g di pasta con le vongole, una fettina di pollo con zucchine lesse (insaporite con 2 cucchiaini di olio e uno spicchio d’aglio, una fetta di pane integrale

Settimo Giorno
Colazione: frullato di banane con latte p.s.
Pranzo: gelato misto di creme
Cena: 80 g di pasta con le sardine, insalata mista, 2 cucchiaini di olio, una fetta di pane integrale

Panna cotta: il giro del mondo al cucchiaio

Crema di latte e mango, orzata e ciliegie, mascarpone e fave di cacao, cioccolato al latte e panettone. Altro che le tradizionali versioni a frutti di bosco o cioccolato, la panna cotta si rivela in tutta la sua versatilità nel ricettario illustrato “Panna Cotta” di Stephanie Bulteau con foto di Pierre-Louis Viel e food styling di Catherine Nicolas, pubblicato in Italia da Guido Tommasi editore.
Un piccolo libro dalle grandi sorprese. La panna cotta alle fragole è più cremosa se si prepara con latte di cocco. Quella alla mandorla e frutti rossi è perfetta d’inverno accompagnata con salsa di cioccolato e composta di mele. Quella a noci e coulis di cioccolato pralinato è da gustare “davanti al fuoco in compagnia con una musichetta d’atmosfera”.
Dai dessert più chic a quelli più tentatori, da quelli per tutte le stagioni a quelli della festa – Natale incluso, a fare concorrenza al panettone classico – si arriva ai sapori di infanzia, come panna cotta alla Nutella, “Dessert regressivo per adulti consenzienti” e la rosa confetto Missa Tagada. Ma il percorso non si chiude così.
A sorpresa la panna cotta mostra il suo respiro internazionale, con ricette ispirate ai sapori di altri Paesi. Ecco allora quelle al pain d’epice, al dulce de leche, allo yogurt greco con miele e coulis di ananas, ai muffin e quella “made in India” con granita al frutto della passione. Ancora, baklava e tè alla menta. Il giro del mondo al cucchiaio.

Tagliata di tonno con puntarelle e pane croccante

La ricetta che vi proponiamo oggi è un antipasto a base di tonno fresco servito con un’ insalatina di puntarelle, il tutto condito con un emulsione di colatura di alici che dona al palato una marcata nota di mare.

Ingredienti Dosi per: 4 persone     

  • 400 gr filetto di tonno
  • 300 gr puntarelle
  • colatura di alici
  • 3 fette di pane tipo casereccio
  • 10 gherigli di noci
  • olio d’ oliva extravergine
  • 3 spicchi di aglio
  • 
prezzemolo
  • sale

PREPARAZIONE

Condire il tonno con il prezzemolo, 2 spicchi di aglio a pezzi e un filo di olio. Lasciare marinare al fresco per 30 minuti.

Nel frattempo mondare le puntarelle e tagliare le foglie interne, quelle più tenere, in bastoncini lunghi 4-5 cm.

Tritare grossolanamente le noci. Eliminare la crosta del pane e tagliarlo a cubetti regolari, condirlo con l’ olio e farlo rosolare in una padella fino a renderlo croccante e dorato.

Preparare un emulsione con 5 cucchiai di olio, uno spicchio di aglio schiacciato e 3 cucchiai di colatura di alici, mescolare bene e lasciare riposare fino al momento dell’ utilizzo.

Scolare il tonno dalla marinatura e cuocerlo in una padella o piastra ben calda 1 minuto per lato se si desidera una cottura ‘al sangue’, altrimenti prolungare la cottura di un altro minuto. Salare.

Tagliare il filetto a fette spesse 1 cm, eliminare l’ aglio dall’ emulsione, mescolare nuovamente se i liquidi si fossero separati e condire l’ insalatina di puntarelle, se necessario aggiustare di sale,  unire le noci e il pane, condire anche il tonno con un filo di emulsione e servire.

Le micro panne cotte alle pere e caffè

Ingredienti per 2 persone      

  • 80 ml di caffè espresso
  • 75 gr di zucchero semolato
  • 1 pera tagliata a fette di 2 cm
  • 2 cucchiaini di gelatina in polvere
  • 2 cucchiai di latte
  • 250 ml di panna liquida
  • 250 ml di latte in più
  • 75 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Mettete il caffè e lo zucchero semolato in un pentolino sul fuoco basso e mescolate finché lo zucchero si scioglie. Unite le fette di pera e cuocete per 10/15 minuti o finché sono tenere e il liquido si è addensato leggermente. Disponete le pere sul fondo di 2 stampini da 310 ml leggermente imburrati. Versateci sopra lo sciroppo a caffè e fate raffreddare. Mettete la gelatina e il latte in una ciotolina, mescolate e fate riposare per 2,3 minuti o finché la gelatina si scioglie. Versate la panna, il latte in più, lo zucchero di canna e la vaniglia in una casseruola su fuoco medio e portate a ebollizione. Togliete dal fuoco, unite la gelatina e sbattete bene. Mettete da parte a raffreddare. Versate la panna sulle pere con lo sciroppo. Mettete in frigo per 4-6 ore finché sono sode Sformate sui piatti e servite.

Street food, Palermo quinta città al mondo. Prima Bangkok, poi Singapore. Bruxelles nona

Arancine, crocchè, panelle e ovviamente pizza. C’è anche l’Italia, attraverso gli “sfizi” di Palermo, nella top ten mondiale dello street food, secondo Forbes. Sul podio al quinto posto, soprattutto per meriti fritti, la Sicilia fa valere la tradizione italiana delle golosità di strada.
GUSTO. Tra storia e gusto, comunque sempre uno, anzi diversi passi prima della moda. Sì perché agli italiani mangiare bene e veloce, senza l’ingombro della tavola, è sempre piaciuto. E oggi, forse, piace ancora di più. Questione di crisi anche, che se fa male alle tasche fa invece bene al palato. E alla gola. Sono tre su quattro, secondo una recente indagine Coldiretti, gli italiani che acquistano cibo di strada in un vero e proprio boom di proposte low cost. Largo a piadine e arrosticini nel 45 per cento dei casi, allo “street” internazionale nel 24, hot dog in testa, e a quello etnico, per il 4 per cento.  PRIMA BANGKOK. In Italia, ovviamente. Sulla scena internazionale, i gusti cambiano. Al primo posto nelle preferenze mondiali spicca Bangkok, a partire dal pad Thay, tagliatelle con arachidi e salsa di pesce che rendono al meglio il gusto della cucina locale. Sul podio, a seguire, Singapore, con pollo, zenzero, scalogno e riso, e Penang in Malesia con la zuppa di pesce piccante. Il resto è in una storia di gusto noto e diffuso ben oltre i confini delle “strade” locali. Ecco allora cous cous e kebab da Marrakech, involtini primavera dal Vietnam, la pita turca, tacos e churros dal Messico e, per chi ama i dolci, i waffles dal Belgio. Ultimi tra i primi, i fritti di pesce di Ambergris Caye, in Belize. Insomma, a ognuno il suo piatto e la sua rotta, senza dimenticare lo scenario.  EFFETTO CRISI. Se è vero che la crisi ha avvicinato molti a questo tipo di ristorazione, per possibilità e necessità di risparmio, sono in tanti a preferirlo per praticità, velocità e perfino suggestione nel gioco di una scelta da chiosco o banchetto, che toglie al pranzo il peso della sua ritualità. Il risultato è inevitabile e sotto gli occhi e sui palati di tutti. L’offerta si moltiplica e articola. Soprattutto, si rinnova. Il trapizzino di Stefano Callegari – pluripremiata tasca di pizza farcita di ricette tradizionali romane – è un brevetto del 2008, già venduto in più città italiane e a New York. Gli chef Cristina Bowerman e Pierluigi Roscioli, sempre a Roma, griffano l’Ape Romeo che corre per la città in una sorta di pronto soccorso del buon gusto. Lo street food modaiolo conquista i mercati, a partire dalla palermitana Vucciria, è protagonista dei locali più trendy, come le pizzerie milanesi di Gino Sorbillo, e seduce gli chef che ne ripensano le ricette per sostenere i “riflettori” del piatto. Nessuna paura.  BIMBI OK. Lo street food fa bene alla salute, pure dei bambini. Quantomeno per imparare la storia. Contrariamente a quanto si pensa, l’invenzione non è americana, ma rimanda direttamente all’antica Roma. E se si tiene conto che spaghetti e pizza sono nati così, come proposte veloci, la “strada” dello street food italiano guarda lontano. Nel tempo e nello spazio.